Perché i dolci di Carnevale sono fritti?
Se i dolci fritti dominano le tavole europee, il motivo è prima di tutto culturale e storico. Queste ricette nascono per consumare uova, zucchero e grassi prima del periodo di digiuno quaresimale che comincia con il Mercoledì delle Ceneri. Da qui deriva la sorprendente somiglianza tra i dolci europei: le chiacchiere sono strisce sottili di pasta fritta, i Berliner e i Krapfen sono impasti lievitati farciti, i churros spagnoli ricordano le bugnes francesi; le Smoutebollen belghe sono simili alle Quarkbällchen tedesche. Tutto parte da un buon olio per friggere, prosegue con lo zucchero e si completa con aromi come vaniglia e cannella. Che dici, ti abbiamo preso per la gola?
Italia, Austria e Germania: impasti tradizionali e ripieni generosi
In Italia, le ricette variano da regione a regione. Le chiacchiere sono preparate con farina, uova, zucchero e un goccio di alcol per renderle friabili e piene di bolle. I ravioli dolci, invece, sono dischetti di pasta ripieni di confettura o purea di prugne o mele, sigillati e fritti. In Austria e Germania dominano i Berliner o Krapfen: impasti lievitati a base di burro, fritti e farciti con marmellata o crema. Accanto a loro ci sono le Quarkbällchen, palline preparate con formaggio fresco (Quark) che rende l’interno particolarmente morbido. Qui la vaniglia bourbon è fondamentale per profumare l’impasto.
Francia, Spagna e Portogallo: croccantezza e tanto zucchero
In Francia, le Bugnes possono essere sottili e croccanti o morbide e gonfie: entrambe le versioni prevedono un impasto fritto e spolverato di zucchero, spesso aromatizzato con cannella o scorza di limone. In Spagna, i Churros sono fatti con una pasta semplice di acqua e farina, serviti con cioccolata calda. Le Orejas de carnaval sono invece sfoglie sottili e croccanti a forma di orecchie. In Portogallo, i dolci includono frittelle arricchite con spezie, pensate per essere condivise durante le sfilate.
Europa orientale e Balcani: dove il Carnevale scalda davvero
Nell’Europa orientale il Carnevale coincide spesso con feste di fine inverno (come la Maslenitsa) e si celebra con dolci sostanziosi, pensati per scaldare e nutrire prima del periodo di digiuno. In Polonia spopolano i Pączki, soffici bomboloni fritti ripieni di marmellata di rosa o prugna; in Russia e Ucraina si preparano i Blini, sottili frittelle servite con miele, confettura o panna, simbolo del sole che ritorna dopo l’inverno. In Romania troviamo i Papanasi, frittelle di formaggio dorate e morbide, mentre in Ungheria dominano i Fánk, parenti stretti dei krapfen. Nei Balcani la tradizione è altrettanto ricca: in Croazia e Slovenia si gustano i Krofne, in Bulgaria le soffici Mekitsi servite con miele o zucchero, e in Serbia e Macedonia sono diffuse frittelle dolci preparate per le feste familiari. Ingredienti semplici, tanta frittura e profumi intensi: anche qui il Carnevale si celebra con dolci generosi e conviviali.
Non solo fritti: dolci di carnevale al forno e pancake anglosassoni
Nei Paesi nordici il Carnevale cambia forma ma non sostanza. In Svezia i Semla (panini dolci speziati e ripieni di crema di mandorle e panna) invadono le pasticcerie. In Inghilterra, il periodo è legato al Pancake Day, dove le frittelle vengono accompagnate da sciroppo d’acero o limone. Non sempre fritti, ma sempre festosi: perché il Carnevale è uno stato d’animo.
Quante chiacchiere! Mille nomi per un iconico dolce italiano
Chiacchiere, frappe, bugie, cenci, crostoli, galani, sfrappole, maraviglias… potremmo andare avanti all’infinito con i nomi. Eppure, al di là di come le chiami, la ricetta di base resta sorprendentemente simile: una sfoglia sottile, qualche uovo, farina, un goccio di liquore (facoltativo, ma rende la pasta più friabile) e tanta voglia di friggere. Dopo pochi minuti in olio per friggere caldo, diventano dorate, croccanti e pronte per essere cosparse di zucchero di canna o spolverate di vaniglia e cannella.
Ogni regione italiana ha sviluppato piccole varianti. In Toscana le sfrappole sono molto croccanti e sottili, in Emilia Romagna i crostoli sono spesso arrotolati su se stessi. Alcune versioni prevedono l’aggiunta di scorze d’agrumi grattugiate, altre un goccio di liquore per aromatizzare. Le varianti regionali sono infinite. Nelle Marche e in Umbria le frappe si preparano sottili e con bordi arricciati; in Piemonte le bugie possono essere aromatizzate con scorza di limone, mentre in Friuli Venezia Giulia i galani sono spesso tagliati in forma lunga e stretta. Alcune famiglie aggiungono vaniglia o cannella, altre mantengono la ricetta classica.
Tradizionalmente, mangiare queste sfoglie significava più di un semplice piacere goloso. Erano un modo per condividere, per celebrare insieme, e per passare il tempo in compagnia. Ancora oggi, il rituale è lo stesso: preparare un vassoio di chiacchiere e divertirsi a vedere in quanti secondi viene spazzolato via!
Per chi vuole sperimentare, è possibile variare le farciture: qualche cucchiaino di crema di nocciole, o un filo di sciroppo d'agave e una spolverata di cocco possono trasformare il dolce classico in una versione gourmet, sempre restando fedeli allo spirito carnevalesco: esagerare un po’ e divertirsi.